About

Fabio Gianni nasce a Firenze nel 1964. Frequenta la scuola di fotografia presso l'Istituto Tecnico Industriale Leonardo Da Vinci nel capoluogo toscano. In seguito s'iscrive al corso di oreficeria e gemmologia presso la Scuola Orafa Fiorentina di Via Faenza (Regione Toscana). Dopo aver conseguito il diploma segue un corso orafo di specializzazione e designer.

Approfondisce il suo percorso artistico all'Accademia D'Arte di Via Ghibellina, a Firenze. Collabora, insieme con una équipe di studenti, denominata - simmetrie infrante -, alla realizzazione di monili e preziosi sotto la direzione del professor Beppe Piano. Conosce e sperimenta materiali alternativi realizzando gioielli in metacrilato e con ologrammi.

Nel 1990 incontra l'artista multimediale Gigliola Caridi che diventa la sua compagna di vita. Insieme realizzano svariati progetti e indirizzano la loro ricerca lavorando su materiali di produzione industriale concepiti per mega-strutture. La loro indagine artistica e conoscitiva parte dalla molecola per arrivare a un concetto che prende forma, capovolgendo gli schemi della cosiddetta arte concettuale . Da questa collaborazione nasce un nuovo modo di fare arte, un'arte sincretica, i cui concetti sono espressi nella carta sincretica da loro sottoscritta il 21 marzo 1998. In questi ultimi anni collabora con l'artista Rossano B. Maniscalchi.

Tentativo di conservazione sincretica

I lavori di Fabio Gianni si costituiscono di elementi: tubicini, meccanismi, aspirine, bracci meccanici, adesivi informativi, contratti che conferiscono agli oggetti un aspetto di reperti di un'archeologia del futuro.L'oggetto-arte è quindi, un futuro gia presente, embrione, risultanza e specchio nel continuum spazio tempo" (da Carta sincretica 1998 Gigliola Caridi, Fabio Gianni). La realtà come l'opera d'arte, è un'aspetto metamorfico di questo continuum; ogni elemento, come in una macchina di significazione, è funzionale allo svolgimento di un tentativo di conservazione dell'equilibrio.I marchingegni si costituiscono di aperture come tubi che si collegano all'esterno o bracci che iniettano linfa necessaria a mantenere lo stato vitale.Se ogni macchina è un impulso creativo che sincreticamente contiene gli opposti in un equilibrio delicato, ogni sistema realizzato diventa rappresentazione di un microcosmo.La raffinatezza della lavorazione e l'apparente leggerezza dei materiali, trasforma l'ansia e l'angoscia del vivere in uno stato terminale,in oggetti estetici.

Clarissa R. Welshman